Saponaria ocymoides L. 1753

famiglia: Caryophyllaceae
sinonimi: Saponaria ocymifolia
nomi comuni: saponaria di roccia, saponaria montana, ocimoide rosa

ETIMOLOGIA: il nome generico proviene dal termine latino sapo (sapone), per il succo mucillagginoso contenuto in alcune specie di questo genere, che forma schiuma con l'acqua ed ha un alto contenuto di saponine. L'attributo specifico ocymoides allude alla somiglianza di questa pianta al basilico (Ocymum)



la saponaria rossa è una pianta erbacea perenne a portamento prostrato, che forma piccoli e densi cuscini alti fino a 20-30 centimetri e larghi fino a 60, originaria dell'Europa occidentale e anche dell'Italia, dove è frequente in tutto l'arco alpino fino ad un'altezza di 2000 metri, su terreni asciutti e soleggiati, prevalentemente calcarei, mentre è assente nell'Italia meridionale e nelle isole.
Non teme il gelo e gradisce posizioni soleggiate o parzialmente ombreggiate (in particolare nelle zone in cui le estati sono molto calde ed asciutte). Si sviluppa bene su qualsiasi tipo di terreno ben drenato, anche molto povero, e deperisce facilmente in quelli troppo umidi.
Può trovare impiego come tappezzante nei primi piani delle bordure erbacee, nel giardino roccioso o per la decorazione dei muretti a secco, piantata negli spazi fra le pietre o sulla sommità, dove ricadendo avrà un effetto molto ornamentale. É ottima anche per essere piantata negli spazi liberi di un selciato irregolare in pietra


i fusti, che si dipartono da una radice rizomatosa strisciante, sono molto ramificati, prostrati, leggermente ingrossati ai nodi, lunghi 10-30 cm, pubescenti e di colore rossastro. Le foglie basali sono ottuse ed obovate, mentre quelle caulinari hanno forma ovato-lanceolata e colore verde chiaro. In primavera vengono quasi nascoste dai numerosissimi fiori, portati su steli fiorali che si ergono dai fusti striscianti. A fine stagione, in ottobre, prima dell’arrivo del freddo intenso, si recidono tutti i fusti a livello del terreno e si ricopre il cespo con foglie e terriccio. Con l’aiuto di una paletta da giardinaggio si effettua una vangatura del terreno intorno ai cespi, interrando anche un po’ di buon terricciato. Durante questa operazione, si recidono gli stoloni sotterranei che costituiscono un mezzo di propagazione naturale, evitando alla pianta di assumere un carattere invadente



 i fiori, larghi 1-2 centimetri, di colore rosa carico (raramente bianchi), delicatamente profumati, compaiono in grande abbondanza tra giugno ed agosto, riuniti in cime. Sono portati da brevi peduncoli ed hanno un calice tubuloso-cilindrico di colore rosso violaceo, pubescente e dentato all'apice; la corolla ha 5 petali spatolati disposti a stella, mentre gli stami sono 10 e portano antere piuttosto grosse di colore violaceo. Le piante ben sviluppate, dopo la fioritura, possono essere stimolate a produrne una nuova con una potatura decisa ed essere aiutate con la somministrazione di un fertilizzante liquido per piante da fiore
USO ALIMENTARE OD OFFICINALE: la saponaria non ha impiego alimentare ma le foglie, i fusti e soprattutto le radici contengono buone quantità di saponine, tossiche se ingerite, che però possono essere sfruttate per il loro intenso ma delicato potere detergente, per la pulizia dei capelli fragili oppure delle pelli delicate o colpite da acne o psoriasi

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